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Dichiarazione del Dalai Lama

Scatto su parte della folla
raccolta intorno al palco, nel corso del discorso di Sua Santità
(foto: Giacomo Barazzoni)
Vorrei ringraziare tutti i rappresentanti dei 23
Comuni che sono venuti oggi a darmi il benvenuto, ed anche il Presidente
della Regione e tutti gli altri e voi amici che siete qui. Devo dire che
è un grande onore, per me, avere ricevuto questa cittadinanza onoraria
e di tale onore vorrei ringraziare tutti quanti.
Mi ha fatto un grandissimo piacere ascoltare le
parole che illustravano la storia di queste terre e soprattutto
l'impegno storico di queste terre al dialogo, all'incremento dei valori
umani, dello spirito di solidarietà.
Nel discorso del Presidente della Regione non solo è
stato detto che, appunto, queste terre hanno questo grande impegno per
la promozione della pace, della tolleranza e della comprensione fra i
popoli, ma è stato anche detto che per ottenere la pace, nel prossimo
millennio, l’unico modo è operare attraverso la trasformazione
interiore, quindi trovare dapprima la pace in se stessi. Ascoltando
queste parole, questi principi a cui io credo fermamente, devo dire che
il mio impegno, il mio apprezzamento per questo modo di pensare si è
rafforzato.
Quando esprimo il mio pensiero, non penso mai che sia
esclusivo a me stesso, bensì credo che in effetti sia condiviso da
diversi milioni di essere umani. Se questi, appunto, si fermassero un
attimo e riflettessero, sarebbe così semplice comprendere che cosa si
deve fare!
Ci sono degli essere umani che vivono la loro vita
soddisfacendosi ed essendo soddisfatti di quel poco che hanno, cercando
di essere gentili con gli altri, di poter essere di aiuto agli altri.
Sono sicuro che se il numero di queste persone aumentasse, allora nel
mondo ci sarebbe veramente la pace. Sulla base di questo modo di
pensare, è importante capire ciò che significa la parola umanità. All’interno
di questi sentimenti esiste - credo - proprio il vero, vivo spirito
dell'essere umano. Alcuni, invece, si dimenticano di questi valori e
pensano al potere, al raggiungimento esclusivo della ricchezza
materiale.

Il Dalai
Lama si rivolge ai bambini lanciando petali di fiori
(foto: Giacomo Barazzoni)
Penso che questa sia la ragione - per questo
interesse verso il potere, il denaro, ecc. - per la quale al mondo ci
sono i problemi e i conflitti che stiamo vivendo. Credo che nel
ventesimo secolo l’umanità in generale abbia acquisito delle
importanti esperienze, soprattutto, questo è avvenuto qui, in Europa.
Adesso, alla fine del ventesimo secolo sembrerebbe quasi - mi sembra -
che si stia ritornando ad apprezzare i valori innati dell’essere
umano. Credo che su questo dobbiamo basare la nostra speranza per il
futuro.
Come è stato detto prima, occorre instaurare, creare
la pace, non basandosi sulla paura o sulla violenza, ma sui sentimenti
di tolleranza, di comprensione, di condivisione dei valori comuni;
questo renderà veramente la pace non solo fattibile, ma anche solida,
salda. Vorrei ringraziarvi anche
dell'impegno che avete nei confronti della questione tibetana, impegno
che è sorto in voi constatando le vere ragioni, le ragioni di verità
che sostengono la nostra richiesta di autonomia, di libertà.

Sua Santità,
stringendo a sè il Dott. Centurio Frignani e il Sen. Alessandro
Carri, raccoglie gli applausi della folla
(foto: Luca Trascinelli)
La questione tibetana è connessa ad importanti
implicazioni ambientali ed anche considerando il fatto che la sua
cultura è millenaria, di grande ricchezza spirituale; credo che essa
debba essere preservata in quanto può di sicuro dare un importante
contributo all’umanità. Io sono
un monaco buddista e la ragione per cui mi impegno per risolvere la
questione tibetana, perché vedo quanto ciò sia in relazione,
appunto, alla preservazione della dottrina Budda, di questo
particolare cultura di tolleranza e di amore, perché se fosse
semplicemente una questione politica, ecco che allora sarebbe dubbia
la legittimità del mio impegno per il Tibet.
Adesso vi devo chiedere: come vi siete impegnati
nel passato per aiutare il mio popolo, per favore, continuate a farlo
anche nel futuro. La politica del
Governo cinese nei confronti del mio paese ora si è indurita ma,
nonostante questo, in Cina si stanno verificando dei cambiamenti:
molti intellettuali cinesi, scrittori, artisti per la prima volta si
sono resi conto dell'implicazione della questione del Tibet, ed hanno
dimostrato sostegno nei confronti del mio modo di vedere, nei
confronti delle mie proposte di soluzione. Io sono convinto che se
questo vostro spirito, che esiste anche potenzialmente nel cuore di
tutto il popolo cinese, potesse avere la possibilità di fiorire, di
svilupparsi, credo che non solo la questione del Tibet, ma tutti i
problemi della Cina verrebbero risolti. Voi dovreste fare il possibile
affinché questo vostro spirito potesse in qualche modo comunicarsi a
quelle persone in Cina che stanno cercando di cambiare.
Io dico sempre ai
tibetani che la ragione per cui noi stiamo cercando di ottenere la
nostra libertà seguendo questo sentiero di amore e di comprensione, è
perché dobbiamo dare un esempio al mondo. Vi devo ringraziare, quindi,
perché avete riconosciuto questo fatto e, appunto, avete espresso il
vostro sostegno.
In Tibet, quando si prega, spesso si lanciano dei fiori in aria.
Quindi, vedendo questi petali di fiori, vorrei averne un po’. Adesso
vorrei gettare questi fiori; questi fiori sono soprattutto dedicati ai
bambini, perché vedo questi volti sorridenti, così ansiosi di
conoscere, di sapere. La prima cosa che dovete fare, è studiare, poi
avere un cuore unico, unito, avere il senso di responsabilità; siete
voi che avete il compito di cambiare il mondo e lo cambierete per bene,
perché dovete avere un senso di responsabilità, dovete essere un cuore
unito, pensare sempre con il cuore.

Il Dalai Lama
viene accolto a Votigno dal Dott. Stefano Dallari e dagli
invitati
(foto: Giacomo Barazzoni)

Il borgo medioevale
di Votigno illuminato dai raggi del sole all'arrivo del Dalai Lama:
tra i numerosi invitati le massime autorità pubbliche e personaggi
del mondo dello spettacolo
(foto: Giacomo Barazzoni)
Deliberazione
dei Consigli Comunali dei Comuni Matildici
Preso atto che la società "Matilde di Canossa
Spa" da più di tre anni è lodevolmente impegnata a favorire,
nello spirito di pace e di conciliazione fra i popoli, la stipula di un
accordo sulla questione tibetana tra il Governo della Repubblica
Popolare Cinese e il Dalai Lama;
Avuto presente che nel proporsi questo ambizioso
obiettivo la società matildica (Spa) ha trovato in SS. il Dalai Lama un
interlocutore attento e disponibile a favorire il dialogo con la
controparte cinese ed anche disposto a partecipare con suoi
rappresentanti a colloqui preliminari che possono avere luogo in area
matildica;
Tenuto conto che il Dalai Lama è stato da tempo
insignito del premio Nobel per la pace a riconoscimento della sua ferma
volontà di agire, nel rispetto della "non violenza", per la
pace;
Ritenuto giusto che occorre dialogare e fare tacere
le armi, contrapporre alla violenza degli oppressori la non violenza e
con la non violenza sapere affermare in ogni parte del mondo i diritti
umani sanciti dalla carta dell’ONU (Organizzazione delle Nazioni
Unite) di cinquanta anni orsono;
Considerato che si tratta dei diritti che attendono
alla libertà di pensiero e di organizzazione, alla necessità di
preservare il bene naturale e ambientale in cui si vive (di conoscenza,
di studio e di lavoro per tutti, di rispetto degli uni verso gli altri);
Preso atto che il Dalai Lama per l’affermazione di
questi diritti è stato un esempio per tutti e che noi oggi non possiamo
essergli profondamente riconoscenti impegnandoci insieme a lui per il
dialogo e per una pacifica soluzione del problema tibetano;
Visto il parere, favorevole del dirigente
responsabile del settore sulla regolarità tecnica del provvedimento ai
sensi dell’art. 55 - 5° comma - della Legge 142/90;
Ottenuto il visto di regolarità contabile attestante
la regolarità tecnica del provvedimento ai sensi dell’art. 6 - 11°
comma - della Legge 127/97
DELIBERA
di conferire a SS. Tenzin Gyatzo, XIV Dalai Lama del
Tibet, la CITTADINANZA ONORARIA, unitamente a tutti i Comuni della
società "Matilde di Canossa Spa", di cui il Comune fa parte.
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